c.s. IUS 22112016

Turismo: un progetto in cui tutti siano partecipi
Dall’Assemblea IUS la denuncia per il decadimento del turismo escursionistico e di sosta, ma anche le proposte per trovare le soluzioni. Ai politici: guarderemo il vostro operato
Le immagini che scorrono sullo scorrono sono scioccanti: decina e decine di negozi con le serrande giù. Ovunque cartelli: affittasi, vendesi. Degrado. Abbandono. Sono un centinaio, solo sulla Superstrada. Ma accade anche nel centro storico. E perfino nelle zone periferiche dei Castelli.
Andreina Bartolini, presidente USC, è implacabile: “Questo è il frutto dell’immobilismo degli ultimi anni”. Locali vuoti, famiglie sammarinesi che emigrano, disoccupazione. Si continua a puntare sugli investitori esteri, che non ci sono, e quando ci sono si fermano quel tanto che serve a racimolare tutte le provvidenze positive e poi se ne vanno lasciando dipendenti senza stipendio e debiti ovunque. Sono cose che sanno tutti, ma quando si toccano con mano, fanno male al cuore e alla dignità di cittadini.
Tutto questo è emerso durante l’Assemblea IUS (Imprenditori Uniti Sammarinesi) dello scorso 17 novembre, nella sala Montelupo di Domagnano. L’obiettivo era stato palesato già in precedenza: mandare un messaggio molto esplicito alle forze politiche candidate alle elezioni, perché i programmi da esse presentati in campagna elettorale non rimanessero lettera morta. “Inutili e sterile promesse” le ha battezzate Andreina Bartolini.
E a proposito di programmi, il presidente OSLA Mirko Dolcini si è assunto il compito di paragonare cosa avevano detto i partiti nelle elezioni del 2012 a quanto affermato, invece, in questa legislatura.
Ha quindi passato in rassegna argomenti come la SMAC, che ha creato tanti problemi, costi milionari alle casse dello Stato e che non piace a nessuno. Per qualcuno è solo da migliorare, ma sono molte le forze politiche convinte che essa debba tornare ad essere uno strumento di incentivo ai consumi, com’era in origine, e perdere la funzione fiscale che l’ha alterata.
E poi l’IGC, una scelta che deve essere attentamente ponderata e condivisa perché, è vero che piace agli industriali, ma potrebbe portare tante conseguenze negative per il commercio al dettaglio e i servizi. E poi la legge sulla rappresentatività, che alcune forze politiche hanno votato in aula e che ora si mostrano disponibili a ridiscuterne. Il sistema bancario, stretto nella morsa degli NPL e di mancanze che lo mettono a rischio. Tra queste, l’Asset Quality Review, necessaria per capire la natura dei crediti non esigibili, e l’istituzione della Centrale Rischi.
E infine il turismo, sul quale si incentrano i numeri, ma che andrebbe considerato anche per la qualità di spesa. Inesorabilmente crollata, ha detto Dolcini.
Ma sul turismo ha relazionato Riccardo Vannucci, presidente USOT, sulla base dei dati forniti dall’Ufficio statale di statistica.
E anche qui è un cimitero di segni meno. In quattro anni, dal 2012 al 2016, cioè nell’arco dell’ultima legislatura, gli alberghi hanno perso 20 mila presenze, pari al 26 per cento. Hanno chiuso ben sei strutture e le tariffe, per cercare di frenare la caduta, sono state ribassate del 4 per cento. Anche i ristoranti hanno abbassato del 5 per cento il conto medio, portando ad una perdita di fatturato che va intorno al 10 per cento. In due parole, meno guadagni, meno occupazione.
Le strutture alberghiere sopravvivono perché non aspettano solo gli eventi organizzati dagli enti pubblici, ma cercano di difendersi organizzando propri eventi da soli e usando molto i mezzi tecnologici, da internet ai social media, con gravi appesantimenti di costi per le onerose commissioni dei portali.
Come sempre, l’analisi della filiera turistica fatta da USOT si conclude con le proposte per invertire questa tendenza, che peraltro fa da contro altare alla forte diminuzione delle presenze turistiche a livello generale.
Quindi, puntare sugli attrattori, dice Vannucci, che oggi non ci sono. Poi occorre un confronto continuo con gli uffici preposti sulla programmazione di eventi e manifestazioni; nonché uno snellimento delle regole che appesantiscono l’operatività delle aziende relativamente alla scelta dei contratti di lavoro.
Il turismo è il futuro dell’economia, concordano i tre presidenti dello IUS. E il messaggio al prossimo governo è forte e stringente: trasformare l’offerta turistica in un progetto che veda partecipi tutti gli operatori.